MACUGNAGA – Il rumore del silenzio della neve.

L’aspetto più magico della neve, è la sua capacità di amplificare il silenzio.

Che poi, di silenzio -o silenzi- ne esistono due tipi: quello vuoto, e quello pieno.

 

Il silenzio vuoto è quello che, per esempio, si crea quando si è in macchina con una persona con la quale non si ha confidenza; oppure quando, peggio ancora, si è in ascensore con uno sconosciuto.

È un momento tutto da riempire.

Perché, nel silenzio vuoto, manca tutto.

 

Poi, invece, esiste il silenzio pieno.

Quello che fa stare bene.

Quello in cui basta uno sguardo.

Quello in cui parlano i colori.

Quello in cui ognuno può perdersi fra i propri pensieri, libero dall’ansia di dover cercare parole da pronunciare.

Perché, se le parole dette nel silenzio vuoto servono a riempirlo, nel silenzio pieno ne rompono l’incantesimo.

La neve è l’elemento naturale che più di ogni altro riempie il silenzio.

Trasforma i rumori in suoni, creando una melodia ovattata fatta solo da passi, e respiri. Così, ogni altro rumore diventa superfluo, e non più degno di essere preso in considerazione.

A meno che non ci sia tua figlia che grida “papà, mi scappa la cacca”, of course.

Quello, soprattutto se sei a mezz’ora dall’albergo, va preso in seria considerazione.

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