CAMMINO DI SANTIAGO – Giorno 11 Santo Domingo de la Calzada-Belorado KM 23

Ore 8:30
Partenza.
C’è già il sole, che è sempre bello.
Se sei al mare, e se non devi fare 22 km fra i campi di grano, però.

Ore 10:00
Il primo paese è Grañón, a circa 7 km.
Mi fermo a bere un caffè, e incontro la coppia di tedeschi che era con me in ostello; scoprendo così che non è vero che stanno viaggiando con 2 bimbi piccoli, come credevo: ne hanno 3.
Il papà tira il carrellino con i due grandi, di 3 e 4 anni; la mamma tiene in fasce il piccolo di 6 mesi.

Ore 11:00
Raggiungo il tedesco. Decido di farmi amico il karma, e gli offro il cambio al carrellino fino alla fine della salita. Lui mi guarda allo stesso modo in cui la trota guarda il pescatore quando la libera, e acconsente. Karma, se un giorno avrò bisogno io, e non arriverà nessun tedesco tatuato ad aiutarmi, mi ricorderò di questo momento.

Ore 11:30
L’ombra è presente sul Cammino come i senegalesi a un convegno di Salvini.
Il caldo inizia “leggermente” a farsi sentire.

Ore 12:00
Si avvicina un furgone, e un tizio mi chiede se voglio una bottiglietta d’acqua. Mentre penso al miracolo, mi dà anche un biglietto da visita. C’è scritto “Ostello Quatro Cantones” e mi dice che hanno anche la piscina. Penso male di sua mamma, ma accetto l’acqua.

Ore 12:30
Appena inizio a sentirmi invincibile, mi ricordo che avevo letto da qualche parte che secondo l’università del Massachusetts, l’attimo di euforia è la sensazione che precede la morte.

Ore 13:00
Chiedo indicazioni per Gerusalemme.

Ore 13:15
Inizio a fare calcoli, e per un attimo penso che se camminerò fino alle 18:00, e domani farò altri 35 km, in due giorni sono a Burgos.

Ore 13:30
Dal telefono, con la musica in riproduzione casuale da ITunes, dopo gli Acdc parte “Alfonso Signorini” di Fedez. Decido di fermarmi: Burgos, sarà per un’altra volta.

Ora 14:00
Arrivo a Belorado.
Ostello “Quatro Cantones”.
C’è figa, e hanno anche la piscina.

PS Fra le cose che ho ritrovato ieri, mi sono dimenticato di menzionarne due degne di nota:
l’odore chimico di Radio Salil -una crema antinfiammatoria spacciata dalle farmacie sul Cammino- che invade le stanze degli ostelli.
La scritta “Caballeros” sulle porte dei bagni degli uomini. Che non so perché, ma se io fossi donna, e vedessi uscire uno da una porta con scritto “Caballeros”, gliela darei anche se lui non me la chiede.

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