CAMMINO DI SANTIAGO – Giorno 13 Atapuerca-Burgos KM 21

I 30 km di ieri, mi hanno consentito di accorciare la tappa di oggi. Così alle 12, ero già in coda per l’accettazione al Municipal di Burgos. Doccia, e dopo aver lavato e steso i vestiti, alle 14 mi ritrovo a tu per tu con una sexy cerveza.

Oggi ho iniziato a camminare con Ines.
I messicani (che ho scoperto essere cugini…anzi, primi hermani, come dicono loro) sono desaparecidi: presumo che le birre di ieri sera ne abbiano rallentato la partenza.

Durante il percorso, invece, vento; ed in alcuni punti nebbia.
Faceva anche freddo, e mi sono fermato poco per fare foto; a essere sincero, anche per via di una delle cose che più fa bestemmiare l’uomo moderno: la scritta “spazio esaurito”, quando stai per fare lo scatto della vita. Di colpo tutte le foto che hai in memoria -mai cagate- diventano improvvisamente importanti, cosi non sai mai quale cazzo cancellare. (No, iCloud non lo uso, e non lo voglio usare!)

C’è stato un momento splendido, però. L’arrivo al primo bar, a 6 km dalla partenza ad Atapuerca. Quando un bar si materializza dopo tanti kilometri dal precedente, sai già che ci troverai il mondo. Ho conosciuto altri due italiani. Ho rivisto gli australiani, e mentre uscivo sono apparsi i tedeschi, anche loro con i bimbi. C’era Sara -incontrata 2 giorni fa- e poi una coppia assurda: una polacca e una tedesca (che già fa strano), entrambe sulla cinquantina, che viaggiano insieme, e parlano nell’unica lingua che conoscono entrambe: l’italiano!
In tutto questo, solo non si vedono i due Leocorni, e i tre Messicani.

A Burgos, invece, ci sono arrivato con John, un coreano. Che già che si chiama John, è tutto un programma. Ha 46 anni, ma ne dimostra 12; è uno dei pochi che ha l’inglese peggiore del mio, ma comunichiamo. Sembra che la moglie lo aspetti a casa, e alla domanda se ha figli, mi ha risposto che è vergine dal 2002. Ma non credo di aver capito bene. Così -prendendo come spunto il 2002- gli ricordo di quando hanno pagato l’arbitro Moreno ai mondiali di calcio. Ride, il bastardo. Subito dopo, passa un tizio con due cani. Glieli indico, e gli chiedo se sono buoni. Stavolta è lui che sembra non aver capito, e non risponde. Oppure ha capito, ma ha la coscienza sporca.
Il bastardo.
Fatto sta, che da lì non abbiamo più parlato.
Se volete vederlo, però, è anche finito in un paio di mie stories su Instagram.

PS 1 Sto bevendo birra di fronte all’ostello. È appena passato John, e ho visto che si è tagliato i baffetti di pelo: ora di anni, ne dimostra 9.
PS 2 Si lo so, le foto fanno cagare. Soprattutto quella con la bici.

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *