CAMMINO DI SANTIAGO – Giorno 14 Burgos-Monasterio San Anton KM 37

Pubblico oggi, domenica, quanto scritto ieri. Leggendo, scoprirete perché.

Allora. Mentre scrivo sono le 22 di sabato. Nelle ultime tre ore, ho cenato insieme a due cicliste olandesi e una donna polacca, bevuto dei bicchieri di vino, e fatto foto ad un gruppo di spagnoli; che a loro volta, faceva foto ad un gufo.

Le due olandesi si sono conosciute sul Cammino Ovviamente, entrambe arrivano in bicicletta dall’Olanda. Perché uno “normale”, qui, non lo trovi nemmeno se lo cerchi.

Non avevo previsto di finire in questo posto. Partendo da Burgos, avrei potuto fermarmi prima; ad Hornillos del Camino, oppure a Hontanas.
Poi ho visto sulla guida un monastero, 6 km dopo Hontanas. Ho pensato che, passando qui un po’ di ore, mi sarei purificato dai miei peccati; inoltre, dovendo attraversare le mesetas, avrei avuto diritto ad un po’ di bestemmie gratis, da spendere nei prossimi giorni; così da non peggiorare la posizione della mia anima, già abbastanza compromessa.

Quando però, dopo avermi fatto il classico timbro sulla credenziale, l’hospitalera ha preso delle matite colorate aggiungendoci un cuore, ed altri simboli, ho capito che il posto sarebbe stato molto diverso da come lo avevo immaginato.

Queste sono le rovine dell’ antico monastero di San Anton. Qui venivano curate le persone dal fuoco di Sant’ Antonio. Per evitare possibili contagi, ai pellegrini era vietato entrare; potevano però ricevere cibo grazie ad un secchio montato su una carrucola, i cui resti sono ancora visibili. Fra queste rovine, è stato ricavato lo spazio sufficiente per una camera con 6 letti a castello, un bagno con doccia, ed una cucina.
Non c’è elettricità, non c’è acqua calda, e i telefoni non prendono.
Fuori, l’erba e i fiori crescono dove vogliono farlo.

La cena vegetariana è alle 19; ovviamente tutti insieme. Prima di iniziare, Neila (anche se dubito si scriva così) ci invita, a turno, a raccontare le ragioni per cui siamo qui.

Fuori, un gruppo di fotografi cerca di immortalare una coppia di gufi.
Dentro, il clima è amichevole, ma intenso.
Il vino scorre, mentre il sole si allontana.

Ed è tempo di accendere le candele.

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