CAMMINO DI SANTIAGO – Giorno 2 – Roncisvalle-Larrassoana KM 27

Dopo la prima tappa, guardi l’altimetria della seconda e pensi di mangiartela.

Poi ti ritrovi a fare la discesa verso Zubiri, e ti rendi conto che di imprecazioni -che credevi aver esaurito il giorno prima- ne hai ancora tante, e delle più fantasiose; e va bene che oggi ho fatto più del preventivato (per intenderci, il preventivato per me è meno di quanto fanno i camminatori seri: quindi fare più del preventivato, significa fare quello che fanno gli altri) ma le gambe per andare a Pamplona domani mi serviranno comunque, e averle in queste condizioni non è molto incoraggiante.

 

Detto questo, c’è chi sta peggio di me, tipo i tedeschi che erano fermi a mangiare in un chiosco dove c’era una canzone di Nek.

Sono nel Cammino, ma non ci sono ancora.

Ho trovato splendidi compagni di viaggio, che pensavo di trovare più avanti, e sono stato ancora poco da solo -anzi, con me stesso- come invece pensavo di fare fin da subito.

Ci sarà tempo, anche se considerando che sono così indietro che più delle risposte, devo ancora trovare le domande, sarebbe il caso che iniziassi a creare le condizioni affinché ciò avvenga il più rapidamente possibile.

Intanto, credo di essere stato il primo a dire ad uno di Bilbao che, quindi, non è spagnolo (pensando di dirgli cosa gradita) quando invece a Bilbao l’hanno mandato per lavoro, non ci vuole stare e gli sta sul cazzo pure il nipote per il solo fatto che sia nato lì.

Ovviamente non prima di essermi tolto la soddisfazione di dire ad un altro spagnolo, in piena estasi spirituale, la frase mistica “Marc Marquez es un Cabron”.

Che Saint Voltaren mi accompagni per il Cammino, e custodisca la mia anima.

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