CAMMINO DI SANTIAGO – Giorni 18/19 El Ganso-Cruz de Hierro-Villafranca del Bierzo KM 67

Spesso siamo abituati a farlo passare, il tempo; oppure cerchiamo di riempirlo, creandoci distrazioni che ci consentano di farlo scorrere.

Ecco; qui il tempo né si fa passare, né si riempie: si vive.
E le persone, anche.
Perché vivere il tempo, significa anche condividerlo con chi, in quell’ istante, fa parte della tua vita.

Attorno al tavolo in fotografia, in meno di un’ora, sono passate una decina di persone. E di birre, almeno il doppio. Oltre a me, Alessandro e Charles, c’era un giapponese, due ragazze tedesche, tre italiani, e un inglese che studia filosofia, cammina per 10 km al giorno, e beve un sacco di birra.
Prima di questo tavolo, e della bevuta più che meritata, c’è stata la scalata alla Cruz de Hierro, uno dei simboli più importanti del Cammino -oltre che il punto più alto. C’è chi raccoglie dei sassi lungo la strada, e c’è chi li porta da casa, solo per lasciarli qui; rappresentano i pesi che ci si porta dietro nella vita, e da cui ci si vuole liberare.

Che poi, in pillole, fra ieri ed oggi è andata più o meno così:

Le partenze al buio.

Il momento in cui mi sono reso conto della situazione, e mi sono chiesto perché fossi sul bordo di una provinciale di campagna, al freddo e con una lucina da minatore in testa, anziché andare a fighe a Formentera come quelli normali.

Arrivare quasi al cospetto della Cruz de Hierro, e mentre ti prepari al raccoglimento spirituale, ecco che pota figa appaiono 140 bresciani in pellegrinaggio parrocchiale.

Il templare del rifugio Manjarín. Con tanto di spada, era raccolto con alcuni pellegrini di fronte ad un’altare, dal quale provenivano incomprensibili melodie. Il momento sembrava tanto intenso, quanto surreale. Fino a che, andando via, ho notato era uguale al padre di Chicco dei “Ragazzi della 3a C”, cosa che ha irrimediabilmente compromesso la credibilità del cavaliere.

Arrivare a destinazione, e scoprire che puoi levarti lo zaino, le scarpe, e buttarti nel fiume. E la crioterapia muta.

Alessandro, che è ormai un amico, col quale sto facendo una bella parte di Cammino. Oltre che raccontare parecchie cazzate, un po’ di cose serie, bere della gran birre ed avere gli stessi dolori.

Avere il mal di pancia, e raggiungere un paese che si chiama Cacabelos.

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Cruz de Hierro Cammino di Santiago

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Verso la Cruz de Hierro Cammino di Santiago

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