CAMMINO DI SANTIAGO – Giorno 20 Villafranca del Bierzo-O Cebreiro KM 28,5

Il Cammino di Santiago è come la vita.E le prove da superare, sono come i rotoloni Regina: non finiscono mai.

Dopo aver imparato a mettere la borraccia nella tasca dello zaino camminando e senza coinvolgere alcun Santo, e aver spiegato in inglese a Charles come si cucina polenta e cinghiale, oggi è stato il giorno della scalata verso O Cebreiro.

Suddetta cima, dal nome che sembra una via di mezzo fra un animale mitologico ed un transessuale brasiliano, è meno alta della Cruz de Hierro, ma molto più roia (che non è roja scritto male, ma è proprio roia; senza T, perché sono una persona educata).

Oggi erano meno km del solito, ma se nei primi 20, si è passati da 500m a 675m di altitudine, negli ultimi 8,5 si passa da 675m a 1296m. Uniti ai quasi 130km dei giorni precedenti, ai dolori alle gambe, al fatto che comunque non si dorma più di 6 ore a notte, e al caldo, direi che è stata qualcosa di più di una passeggiata.

Ed è qui, nella difficoltà, che il Cammino fa arrivare ciò di cui si ha bisogno:

Ore 6:00 L’ ostello dà anche la colazione, quindi si mangia tutto il commestibile; che neanche quando sei al sushi “All you can eat” con gli amici del calcetto.
È vero che si rischia di aumentare il peso del pellegrino (entità composta da essere umano+zaino+vesciche ai piedi), ma sicuramente stai dimenticando almeno una maglietta e un calzino sullo stendino dell’ostello, quindi c’è compensazione.

Ore 07:00 Caffè “solo” doppio.
“Solo” va specificato, se no ti chiedono sempre se lo vuoi con “leche”. Come quando ordini il caffè all’autogrill, e ti chiedono se vuoi la spremuta, il biglietto della lotteria, un piatto di carbonara, e se aggiungi 50cents puoi fidanzarti con la commessa.

Ore 08:00 Seconda sosta caffè.
Una fetta di torta stopposa da mezzo chilo, e altro caffè.

Ore 09:00 Dopo aver deambulato per 3 ore, arriva finalmente il momento della bomba.
La bomba, data da una mia amica erborista, è costituita da capsule a base di radici di ginseng, maca, eleteurococco, oltre che guaranà e altre cose strane.
L’effetto è lo stesso di quello della bomba di Fantozzi alla Coppa Cobram, però è completamente legale.
Capsula, acqua, un nitrito, e si riparte.

Ore 10:00 Il dolore inizia a diminuire. Non tanto perché si stia meglio, ma perché gli impulsi nervosi si rompono i coglioni di gridare al cervello di fermare le gambe -senza essere calcolati- e se vanno in pausa.

Ore 11:00 Arriva il momento dell’ aperitivo. Ma anziché stappare un Crodino, si stappa un Oki Task.

Ore 12:00 È la parte più dura della salita, e oltretutto dopo il bosco si cammina sotto il sole. Al grido “È il momento dell’eroe, salviamo la situazione” mi metto il cappello da Indiana Jones.

Ore 13:00 Si entra in Galicia. Per fare l’ultimo km, serve affidarsi alla religione. Prendo il telefono, e faccio partire i Kiss.
Ore 13:30 Entrata trionfale in O Cebreiro.
God bless you, Gene Simmons.

Ingresso in Galizia

Verso O Cebreiro

Verso O Cebreiro

Verso O Cebreiro

Verso O Cebreiro

Chiesa Santa Maria O Cebreiro

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *