CAMMINO DI SANTIAGO – Giorno 21 O Cebreiro-Monasterio di Samos KM 30,5

Non è importante che tu sia in una stanza da tre, oppure da 56, come l’ “Albergue peregrinos de O Cebreiro”. 
Quel che è certo, è che ci sarà sicuramente uno stronzo che punta la sveglia, e poi non la sente; e così, mentre ti svegli con in mente insulti che credevi dimenticati, quello continua a dormire come un quindicenne la domenica mattina.

Chiusura sacco a pelo, preparazione zaino, coda per il bagno (104 posti letto, 7 lavandini), bagno, e si va. Sempre che un’attempata e un po’ miope signora francese non se ne vada via con le tue scarpe, com’è capitato ad una ragazza italiana. Si vede che alla vecchia, la Gioconda non bastava.

Ormai con Alessandro e Charles abbiamo formato un gruppo, e questo è il terzo giorno in cui partiamo insieme.
È la prima tappa in Galizia, ed i primi km di saliscendi permettono di godere di una splendida alba. Poi il cielo diventa azzurro, il mondo prende colore, e scopriamo una regione meravigliosa. Si attraversano boschi, intervallati da pascoli. Ogni tanto, spunta un paesino. Le case sono di pietra, le vie strette, la gente sorridente e cordiale. Le mucche anche, soprattutto quando sono oltre i recinti. Quando ti sfilano di fianco in una strada larga 3 metri, un po’ meno.

Dopo 24 km si arriva a Triacastela. Da qui prendiamo per Samos, dove si arriva dopo 8/9 km. Gli ultimi sono nel bosco, costeggiano il fiume Sarria, e sono veramente fighi.

Si fermiamo nell’antico monastero, dove c’è un vecchio ma affascinate albergue parrocchiale che si paga con donativo. L’hospitalero ha un aria da militare, ma è meno antipatico di quanto voglia sembrare.
Una volta registrati, la trafila è sempre quella: doccia, lavare i vestiti, stendere, piedi nel fiume gelido, e birra.
È al fiume che ho conosciuto uno dei personaggi più strani incontrati fin’ora: carnagione e capelli scuri -tipo indios sudamericano-, arriva dallo Utah, e si chiama Gennaro. Fa il Cammino ogni anno, non ha alcuna origine italiana, e si chiama così perché è nato il giorno di San Gennaro.

Comunque, tornando a noi, questo era l’ultimo giorno intero del mio Cammino. Che più che il Cammino di Santiago, sembra le offerte di Poltrone e Sofà.
Domani mattina inizierò a camminare con Ale e Charles, ma mi fermerò a Sarria.
Sarà difficile, perché manca davvero poco a Santiago. Ma per capire cosa vuoi fare veramente, devi capire a cosa sei disposto a rinunciare. E questo, è quello che avevo deciso in partenza.
Arrivare fin qui, per poi tornare a finirlo con F.
Che dopo tutti sti sbattimenti, mi sembra il minimo.

PS Si, lo so, la qualità dei post degli ultimi giorni è andata diminuendo. Questo sembra l’abbia scritto una guida turistica, e dell’indios che si chiama Gennaro non frega un cazzo a nessuno.
Appena ricomincerò a dormire almeno 6 ore a notte, però, prometto rapidi miglioramenti.

Monastero di Samos

Il primo bar aperto della giornata

Monastero di Samos

 

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