BORDEAUX, FRANCIA – Giorno 2- Febbraio 2018

GIORNO 2

Ore 9:00: sveglia.

Ore 9:05: dopo un rapido controllo, verifico l’effettiva assenza del bidet; segue breve riflessione sulle analogie fra realtà e luoghi comuni. Ad alta voce, pronuncio più volte la parola “francesi”, seguita dalla parola “puzzoni”.

Ore 10:00: F reclama crepe alla nutella: velocizzo le operazioni di vestizione, prima che si incazzi per davvero.

Ore 10:00-12:00: attività varie. Tour degustazione di Pain au chocolat, inseguimento piccioni, video a un pescivendolo, rischio investimento tram (Una volta I, due volte F).

Ore 12:00: momento mistico. Pranzo presso creperie Sel et Sucre, consigliata da amica che segue la pagina. Questo non prima di essere rimasti fuori 5 minuti come deficienti, perché il proprietario -ancora più deficiente- si era dimenticato di girare il cartello da “closed” a “open”. F sceglie crepe al cioccolato, io azzardo una prosciutto, formaggio di capra, miele e noci. Mai scelta fu più azzeccata. Grazie, amica che segue la pagina.

Ore 13:00: avvistato venditore ambulante palloncini. Prima che possa cambiare strada, F ha già visto il venditore e individuato il palloncino di Elsa; cerco, invano, di spiegarle i problemi che possano derivare dal viaggiare in aereo con un palloncino. Data la sua insistenza, decido di raccontarle la favola di Carmen Di Pietro. F conviene che sia meglio comprare una cazzo di calamita, come i turisti normali.

Ore 14:00: piove. Rientriamo in albergo per pausa pomeridiana. Non riuscendo a convincere F a dormire, do il via ad attività ricreative.

Ore 14:30: inizio realizzazione video per far svoltare la pagina. In una finta telefonata alla reception, F deve pronunciare la semplice frase in rima “Scusi monsieur, ou est le bidet?”. Dopo un’ora di addestramento, F si addormenta al momento del ciak.

Ore 17:00: smette di piovere. Provo a convincere F che uscire sia un’ idea migliore che cercare il bidet usando la vista Gufetta.

Ore 17:30: ricomincia a piovere. Mentre la mia autostima racconta a Dio di quella volta che ha deciso di uscire portando i kway, ci rifugiamo in un Carrefour (che poi, è come andare all’Ikea in Svezia, da Starbucks a New York o al Bulldog ad Amsterdam: ha sempre il suo perché).

Ore 18:00: finita la pioggia, un po’ come l’autogrill in “Rotta per casa di Dio” degli 883, appare lei: la giostra con i cavalli. PS: chi dopo “finita la pioggia” ha pensato ad Andrea e Giuliano alzi la mano, e si senta un po’ vecchio.

Ora 18:10: ricomincia a piovere, stavolta più forte. Messa alle strette dal meteo, e dalla promessa di una crêpes al cioccolato, F inizia finalmente a camminare senza lamentarsi.

*Se sei donna, oppure sei uomo ma ti fai le sopracciglia e hai il borsello, passa alle 21:00.

Ore 19:07: Drop di Sexton all’82’, Francia 13-Irlanda 15. Mi chiedo perché non sono in un pub a bere Guinness e guardare la facce dei francesi.

Ore 21:00: rientro in hotel.

Ore 22:00: mentre F dorme, scopro guardando la Gopro che non solo ha imparato ad usarla, ma mi ha anche fatto un video mentre a pranzo tentavo di fare il brillante con la cameriera.

Ringrazio di essere già separato.

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