PAULO COELHO, IL MANOSCRITTO RITROVATO AD ACCRA

C’è un libro che negli ultimi mesi non mi abbandona mai. Questo libro ha un’orecchia ad una precisa pagina, che leggo ogni volta in cui, puntuale come il canone della Rai, alla mia mente arriva la solita domanda: “perché?”

Mi ha aiutato molto -il libro, non il canone- e la mia riconoscenza nei suoi confronti la dimostro tenendolo sempre al mio fianco. Come la bottiglia di amaro Montenegro in fondo alla credenza: l’importante è sapere che c’è. La parte che leggo più spesso è quella in cui una donna di nome Almira chiede al Saggio Copto cos’è il cambiamento.

“Abbiamo paura di cambiare perché, dopo molti sacrifici, riteniamo di conoscere il nostro mondo; e anche se sappiamo che non è il posto migliore e non siamo pienamente soddisfatti di esso, pensiamo sia opportuno evitare sorprese. Che sia saggio sforzarsi di non sbagliare.

Ascoltiamo i consigli delle persone care. Non farlo. Hai già tutto ciò che ti serve: l’amore dei tuoi genitori, l’affetto di tua moglie e dei tuoi figli, un impiego che hai ottenuto con grandi sacrifici.Non puoi correre il rischio di trovarti straniero in una terra che non ti appartiene.

Eppure decidiamo di compiere quel passo -talvolta spinti dalla curiosità, talaltra dall’ambizione ma, di solito, animati da un desiderio irrefrenabile di avventura. Ad ogni curva della strada, il terrore monta sempre più nel nostro animo. E allora ci meravigliamo di noi stessi, giacchè ci sentiamo più forti e più allegri. Allegria. Se siamo allegri, vuol dire che stiamo percorrendo il cammino giusto.

Poi, un giorno, il cammino smette di metterci alla prova e comincia a mostrarsi generoso. E il nostro spirito, fino ad allora turbato, gioisce per la bellezza e le sfide del nuovo paesaggio.”

 

Credo -aggiungo io- che decidere di trascorrere la propria vita in un contesto che ci neghi il nostro diritto quotidiano di cambiare, sia il peggior atto di autolesionismo che possiamo compiere contro noi stessi. Perché, alla fine, nella vita esistono solo tre certezze:

la morte, le tasse, e che le offerte di Poltrone e Sofà terminano domenica.

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